CONFARTIGIANATO IMPRESE FERMO - CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO

Si è svolta nella giornata di oggi, 20 dicembre la conferenza stampa della Confartigianato indetta a Fermo presso gli uffici di via Trieste. Con 1190 iscritti nella provincia di Fermo e 1702 in quella di Ascoli Piceno, Confartigianato Imprese Ascoli Piceno e Fermo tira le somme dell’anno di attività che va concludendosi partendo da un’analisi dei dati relativi agli iscritti per poi arrivare alle iniziative e alle proposte messe in campo e quelle in cantiere per il settore rappresentato. Il primo dato che salta agli occhi è quello di un incremento di iscritti in entrambe le provincie: a Fermo, in particolare, si è avuto nell’anno un incremento di 430 nuovi iscritti in più rispetto all’anno precedente.

“Nella provincia di Fermo il settore che la fa da padrone è quello della moda e, a seguire quello dell’edilizia e della meccanica – osserva Guido Tarli, Segretario Interprovinciale Confartigianato Imprese Ascoli Piceno e Fermo – a differenza di quanto avviene nella provincia di Ascoli dove invece, è l’edilizia il settore più presente”. Dati che poi si riflettono anche nelle cifre relative alla richiesta di cassa integrazione nelle due zone: nel fermano si è su livelli di richieste pari a 17.626.896 euro mentre ad Ascoli il valore è pari alla quarta parte (4.939.788,00 euro). “Il ricorso alla cassa integrazione non va visto come un elemento negativo – spiega Tarli – ma va letto in positivo. Nel fermano lo strumento della cassa integrazione è molto conosciuto e da più tempo: il fatto che le aziende vi ricorrano vuol dire innanzitutto che sono attente alle possibilità che tale strumento offre e poi vuol dire che tali aziende possono conservare la loro forza lavoro. La differenza tra Ascoli e Fermo, in fatto di richieste di cassa integrazione, è dovuta principalmente alla diversa struttura delle aziende che operano in entrambi i territorio. Nell’ascolano si tratta principalmente di aziende con pochi dipendenti mentre nel fermano non è così. Di conseguenza, quando l’azienda è in difficoltà, la richiesta di cassa integrazione è più consistente”. Dati, questi, che inducono Confartigianato a mettere in campo una forte azione di sensibilizzazione nei confronti degli enti. “La nostra associazione intende lanciare un forte appello agli enti pubblici – aggiunge Tarli – Intendiamo incontrare tutti i sindaci dei comuni del territorio per proporre loro di attivarsi per rilasciare una certificazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti degli enti stessi al cospetto degli istituti bancari in modo tale che le aziende possano presentare dei dati certi, di crediti reali, affinché possano avere delle anticipazioni sui pagamenti. Chiederemo, inoltre, agli enti, contribuire materialmente a vantaggio delle imprese affinché si possano diminuire i tassi applicati alle imprese”. Un aiuto concreto, dunque, quello che viene chiesto agli enti a vantaggio delle imprese del territorio.

Marco Rossi, Condirettore Area Credito – Coop. Artigiana di Garanzia G. Kuferle, punta l’attenzione su una questione molto delicata: quella della concessione di crediti alle imprese in difficoltà.  “Il nostro ufficio credito di Confartigianato segue le aziende che chiedono crediti alle aziende – osserva Rossi – e mai come quest’anno ci siamo trovati davanti ad una situazione di difficoltà. Mentre negli anni precedenti venivano chiesti prestiti sulla base dei bilanci di anni tutto sommato accettabili, con i bilanci del 2009 la situazione si è complicata e gli istituti bancari si sono chiusi a riccio. Ditte storiche si sono trovate a non riuscire a superare la soglia di garanzie richieste dalle banche. La nostra struttura conta più di 4.000 soci ed abbiamo dato assistenza a più di 1.000 imprese: nelle due province abbiamo riscontrato un calo pari ad almeno il 34% sul deliberato rispetto all’anno precedente. E’ aumentata la percentuale di pratiche respinte e questa è una triste realtà per le aziende che, invece, hanno bisogno di essere aiutate per poter investire. Stiamo cercando di sensibilizzare le banche su questo fronte ed alcune ci stanno venendo incontro ma la situazione non è facile”. Ed arriva ad un appello alle istituzioni. “Probabilmente per via dei tagli imposti dal Governo si avranno delle restrizioni anche su questo fronte da parte della Regione: noi ci auguriamo che non sia così perché le aziende hanno bisogno di liquidità per poter fare investimenti. E chiediamo anche che ci diano la possibilità di avere maggiore stabilità economica, come realtà che è accanto alle imprese sul fronte del credito: se noi riusciamo ad avere maggiore stabilità riusciamo anche a far fronte in modo più concreto laddove le imprese non riescono. Quando loro non pagano, paghiamo noi!”

Luca Torresi, da due mesi Presidente Confartigianato Imprese Comitato Provinciale di Fermo, ha puntato l’attenzione sui progetti futuri, a sostegno delle imprese della zona. Senza nulla togliere alle altre, si tratta di imprese per lo più calzaturiere. “Intendiamo mettere in campo un’attenta campagna d’ascolto delle imprese – precisa Torresi – per meglio capire gli interventi da mettere in campo e le esigenze cui fare fronte ma anche attuare una campagna di comunicazione che permetta alle aziende di conoscere tutte le iniziative ed i progetti di Confartigianato”. In un periodo di crisi come quello attuale, con aziende che necessitano di essere supportare su più fronti, Confartigianato ha già raggiunto dei risultati importanti. “Abbiamo appena concluso un accordo in base al quale le aziende avranno uno spazio espositivo al Micam di Milano a prezzi agevolati – aggiunge Torresi – ed abbiamo anche realizzato diverse iniziative importanti come convegni sulla sicurezza del lavoro e sul Made in Italy”. A tal proposito Torresi ricorda la campagna “100% Made in Italy” attivata per fornire le imprese che producono totalmente i loro prodotti in Italia (siano essi del settore moda così come di altri settori) una particolare certificazione che permetta loro di fregiarsi del marchio 100% Made in Italy. Un marchio che attesta che tutti i passaggi produttivi sono stati effettuati in Italia. A tal proposito Confartigianato mette a disposizione un kit gratuito di adesivi, etichette volantini che possono essere usati di chi, con autodichiarazione, certifica di rispettare le regole del 100% Made in Italy. “Potenzialmente – aggiunge Torresi – la maggior parte delle imprese nostre associate hanno le carte in regola per ottenere il marchio 100% Made in Italy ma al momento non abbiamo dati per quantificare quante realmente lo siano visto che la campagna è appena iniziata e le richieste dei kit stanno avvenendo in questo periodo. Invitiamo chi volesse informazioni in merito a contattarci nelle nostre sedi di Fermo, Montegranaro e Porto Sant’Elpidio”. 

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