MADE IN ITALY: CONFARTIGIANATO UAPI: “Manovre oscure” per congelare la nuova legge

Lo scorso 15 agosto è entrata in vigore la legge 99/23 luglio 2009, che ha accolto le pressanti richieste provenienti dalle associazioni artigiane in merito alla tutela e protezione del Made in Italy. “Il Governo ha finalmente dato un segno concreto e deciso per la tutela dei prodotti italiani” ha dichiarato il presidente della Confartigianato UAPI TAC (tessile abbigliamento calzaturiero), Luca Soricetti. “Purtroppo sono in atto manovre e tentativi, da più parti, per sospendere la norma del “Made in Italy” rendendola di fatto inefficace”.

La nuova norma, infatti, va ad inasprire le sanzioni contro la contraffazione dei capi di abbigliamento, calzature ecc… per tutelare il sistema produttivo e i consumatori. L’obbligatorietà di apposizione dell’etichetta con la reale origine dei capi venduti, se importati, viene interpretata da alcuni come un ostacolo alla libera concorrenza; niente di più falso, perché la legge va nella giusta direzione della rintracciabilità del prodotto, PERMETTENDO AL CONSUMATORE DI CONOSCERE CORRETTAMENTE LA PROVENIENZA IN MODO CHE POSSA FARE UNA SCELTA CHIARA E CONSAPEVOLE: si tratta di una richiesta più volte avanzata dalla Confartigianato che fin da subito ha salutato la legge con estrema soddisfazione.

Uno sforzo, quello del Parlamento, che va nella giusta direzione per una tutela dei produttori artigiani che operano in Italia e che con onestà contribuiscono a far crescere e diffondere l’arte del saper fare, oltre a generare ricchezza all’interno dei confini nazionali. La norma, infine, si segnala per la sua efficacia quale sostegno indiretto a tutto l’indotto che le imprese artigiane generano nei propri rapporti di lavoro. Piccole e micro imprese che operano quali terzisti per imprese più grandi vedranno, nella difesa del Made in Italy, possibilità concrete per un futuro certamente positivo in termini di commesse e di affidabilità.

Tuttavia nel corso del consiglio dei Ministri previsto per mercoledì 3 settembre il Governo sarà chiamato a scegliere se congelare il provvedimento – e quindi vanificarne tutti gli effetti positivi sopra esposti – o fare gli interessi dell’Italia e degli artigiani, facendo cadere nel vuoto i maldestri tentativi intentati da chi per interesse, ma senza averne la rappresentanza numerica in termini di occupazione mira soltanto al proprio esclusivo interesse.

La CONFARTIGIANATO UAPI delle province di Ascoli Piceno e Fermo ritiene che l’attuale momento di crisi acuta potrà essere lasciato alle spalle solo ripartendo dalla difesa e dalla tutela efficace dei mestieri fiore all’occhiello dell’intero sistema produttivo italiano.

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