LE NUOVE DISPOSIZIONI PER L’AUTOTRASPORTO CONTENUTE NELLA MANOVRA FINANZIARIA 2008

LE NUOVE DISPOSIZIONI PER L’AUTOTRASPORTO CONTENUTE NELLA MANOVRA FINANZIARIA 2008

Nota di sintesi – 6 agosto 2008

La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente nella giornata di martedì 5 agosto 2008 la manovra finanziaria, contenente il maxi-emendamento del Governo con le disposizioni a favore dell’autotrasporto derivanti dal Protocollo d’Intesa del 25 giugno scorso, con il quale è stato sospeso il fermo dei servizi della categoria. Le disposizioni approvate possono essere suddivise in due parti: quelle di carattere normativo e quelle aventi impatto economico. Pubblichiamo una prima disamina dei provvedimenti approvati dal Parlamento che danno attuazione al protocollo di intesa firmato nel mese di giugno fra Associazioni partecipanti all’UNATRAS ed al Movimento Cooperativo ed il Governo.

E’ una prima nota esplicativa che sarà integrata ai primi di settembre sia sulla base dei provvedimenti che saranno emanati che sulla base di interpretazioni più puntuali che saranno fornite dall’intera UNATRAS.

Il presente documento rappresenta, nell’attesa delle circolari applicative, una prima sintesi illustrativa[1] dei contenuti delle disposizioni sull’autotrasporto contenute (art. 83 bis) nel decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria (c. d. “Manovra finanziaria”).

Le nuove norme, che rappresentano l’esito della lunga vertenza con il Governo che ha visto impegnate le associazioni di categoria rappresentate in UNATRAS, rispondono in via prioritaria alla necessità di fronteggiare le conseguenze a danno degli autotrasportatori determinate dal rialzo del prezzo del gasolio, che pregiudica la possibilità, da parte delle imprese, di sopravvivere in un mercato liberalizzato. Sono inoltre adottati strumenti per favorire la trasparenza dei rapporti contrattuali inerenti alle operazioni di autotrasporto di merci, realizzando così un equilibrio fra le prestazioni delle parti ed assicurando la regolarità del mercato dell’autotrasporto e la sicurezza stradale.

La conversione in legge del DL 112, approvata dalla Camera nella serata del 5 agosto, arriva dopo un travagliato iter parlamentare anche con momenti di criticità e tensione.


[1] Si allega inoltre uno Specchietto sintetico per la rapida consultazione del provvedimento nei suoi commi specifici

LA PARTE NORMATIVA

La parte normativa disciplina:

  • l’adeguamento automatico del corrispettivo del trasporto al costo del carburante;
  • il pagamento a 30 giorni delle fatture dei servizi di trasporto.

Adeguamento automatico

Il meccanismo di adeguamento previsto dal provvedimento si basa essenzialmente sulla rilevazione mensile del costo medio del gasolio per tipologia di veicolo utilizzato e sulla determinazione dell’incidenza di tale costo sul totale dei costi di esercizio (rilevata due volte l’anno).

Tali compiti vengono assegnati al costituendo Osservatorio sulle attività di autotrasporto (previsto dalla riforma, come organismo interno della Consulta e non ancora attuato). Fino a quando non saranno disponibili le determinazioni dell’Osservatorio, viene stabilito, in via transitoria, che le rilevazioni mensili del costo del gasolio vengono effettuate dal Ministero delle Sviluppo Economico e che l’adeguamento scatti in presenza di una variazione del costo del gasolio superiore del 2% rispetto alla momento della conclusione del contratto. Sempre nel periodo transitorio, l’incidenza del costo del gasolio sul prezzo finale del trasporto varia in funzione della massa dei veicoli con cui è effettuato il servizio, e precisamente è pari al:

  • 30%, per i veicoli di massa complessiva non inferiore a 20 tonnellate;
  • 20% per i veicoli di massa complessiva tra 3,5 e 20 tonnellate;
  • 10% per i veicoli di massa inferiore a 3,5 tonnellate.

L’adeguamento in esame opera sia in caso di contratto scritto, sia in caso di contratto non scritto.

Contratto scritto

Nel primo caso, il contratto (o la singola fattura emessa dal vettore) deve evidenziare specificamente la parte del corrispettivo del trasporto relativo al costo del carburante sostenuto dal vettore per effettuare il servizio. Questa parte deve corrispondere al risultato della moltiplicazione del costo chilometrico (come sopra determinato) per il numero dei chilometri percorsi per effettuare il servizio. Ferma restando la parte del corrispettivo liberamente pattuita per le altre voci di costo dell’attività.

Esempio: in un trasporto effettuato da Napoli a Milano, con veicolo di massima portata, distanza 745 km. ed un costo chilometrico per la voce gasolio di 0,43 euro, la parte del corrispettivo relativa al costo del carburante sarà pari a 320,35 euro (745 X 0,43 euro). La fattura dovrà quindi evidenziare il corrispettivo totale e la parte di detto corrispettivo legata al costo del gasolio (ad es. “di cui 320,35, per il costo del carburante”).

Nei contratti scritti aventi durata superiore a 30 giorni, la parte del corrispettivo relativa al costo del carburante viene adeguata ogni qualvolta la variazione del prezzo del gasolio superi del 2% il valore dello stesso, indicato al momento della sottoscrizione del contratto o dell’ultimo adeguamento effettuato.

Contratto verbale

Nel caso del contratto verbale o comunque non stipulato in forma scritta, il meccanismo di adeguamento del gasolio è identico a quello precedentemente esposto, con l’indispensabile evidenziazione in fattura (data la mancanza del contratto scritto) del costo del carburante, ma con un’importante precisazione relativa agli altri costi di esercizio.

Infatti, al fine di salvaguardare la sicurezza della circolazione stradale, si prevede che la parte del corrispettivo non legata al gasolio non scenda al di sotto di parametri individuati dall’Osservatorio dell’autotrasporto.

Quindi, riprendendo l’esempio di prima, se la parte gasolio (320,35 euro) rappresenta il 30% del totale dei costi, allora la parte legata alla sicurezza non potrà essere inferiore a 747,48 euro, per un corrispettivo complessivo di 1.067,83 euro.

Il provvedimento prevede inoltre un meccanismo giuridico per l’ottenimento della parte del corrispettivo legata alla sicurezza, stabilendo che laddove venga indicato un importo inferiore, il vettore possa pretendere dal mittente il pagamento della differenza. In questo caso l’azione del vettore si prescrive con il decorso di 5 anni, dal giorno del completamento della prestazione di trasporto, se il contratto era stato concluso verbalmente o comunque non in forma scritta, altrimenti (in presenza di un contratto scritto) si applica la prescrizione breve di un anno.

Nel caso in cui il committente non provveda al pagamento della differenza (cioè della parte del corrispettivo legata alla sicurezza della circolazione) entro 15 giorni dalla richiesta del vettore, questi può, nei successivi 15 giorni, rivolgersi al Giudice per ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. A tal fine dovrà produrre la documentazione relativa a:

  • iscrizione all’albo degli autotrasportatori;
  • carta di circolazione del veicolo utilizzato;
  • la fattura indicante il corrispettivo dovuto;
  • la documentazione sul pagamento avvenuto;
  • i calcoli con cui viene determinata la parte del corrispettivo legata alla sicurezza.

In proposito, si fa presente che il meccanismo descritto opera per tutti i servizi di trasporto svolti dai vettori nazionali (data la necessità di dimostrare l’iscrizione all’albo), mentre i vettori comunitari, che effettuano servizi di cabotaggio in Italia, possono comunque attivare l’azione di ingiunzione ordinaria di recupero delle differenze.

Le disposizioni sull’adeguamento automatico del costo del trasporto si applicano con riferimento agli aumenti intervenuti nel costo del gasolio dal 1° luglio 2008 o (per i contratti in essere a questa data) dall’ultimo adeguamento effettuato.

Pagamento a 30 giorni

In ordine al pagamento dei corrispettivi dovuti al trasportatore, le nuove disposizioni prevedono una più rigorosa applicazione dei termini già indicati dal Decreto Legislativo 231 del 2002, fissati ora a 30 giorni dall’emissione della fattura. Termine che può essere derogato solo in presenza di espressa pattuizione scritta tra le parti e che in caso contrario obbligherà il committente a corrispondere interessi moratori pari all’Euribor, aumentato di 7 punti percentuali.

Per cui, in caso di contratto non scritto, il vettore può pretendere che il committente paghi le sue fatture a 30 giorni dalla loro emissione e, in caso di ritardato pagamento, richiedere l’interesse maggiorato (attualmente l’11,10%) dal 30° giorno successivo all’emissione della fattura fino a quello dell’effettivo pagamento del corrispettivo (salva espressa pattuizione scritta in deroga).

In caso di contratto scritto, precedente alle nuove disposizioni, vale comunque la regola del pagamento a trenta giorni, poiché l’eventuale clausola di maggior termine pattuita tra le parti viene superata “ex lege” dalla nuova norma. A meno che le parti stesse non rinnovino, e per iscritto, il contenuto della vecchia clausola.

Infine, vale la pena precisare che il patto scritto derogativo della regola dei trenta giorni va stipulato anche per i casi di richiesta anticipata del pagamento.

La parte normativa termina con la previsione di una specifica fattispecie sanzionatoria, nei confronti del committente che non riconosce l’adeguamento per il costo del carburante e per i costi legati alla sicurezza del trasporto.

A carico di quest’ultimo viene difatti stabilita l’esclusione fino a 6 mesi dalle procedure per l’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, nonché l’esclusione per un periodo di 1 anno, dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali di ogni tipo previsti dalla legge. Le sanzioni saranno applicate dalla competente Autorità (da precisarsi con successivo provvedimento amministrativo).

L’applicazione delle sanzioni sarà esclusa nel caso le parti concludano un contratto di trasporto conforme ad un accordo volontario di settore, previsto dall’art. 5 della riforma (D.Lgv. 286/2005), cioè un accordo concluso tra la maggioranza delle associazioni dei vettori e della committenza presenti nella Consulta generale dell’autotrasporto.

 

LA PARTE ECONOMICA

La parte economica dell’articolato prevede l’utilizzo delle somme residue del Fondo per l’autotrasporto (di cui alla finanziaria 2007 – art. 1, comma 918, legge 296/2006), pari a 116 milioni di euro per finanziare i seguenti interventi:

  • 30 milioni, per abbattere il costo delle trasferte degli autisti, elevando la parte non soggetta ad imposta sui redditi dei dipendenti e, conseguentemente ad Irap per le imprese, nonché per aumentare le deduzioni spettanti per le trasferte nazionali degli autisti (gli importi in questione saranno precisati con successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate);
  • 30 milioni, per abbattere il costo del lavoro straordinario per le imprese, escludendolo dalla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi (la riduzione verrà fissata con provvedimento del Direttore dell’Agenzia dell’Entrate con il Ministero del lavoro, tenuto conto degli aventi diritto e dei limiti di spesa);
  • 40 milioni, come credito d’imposta sul pagamento dei bolli auto del 2008 sui veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate. Il credito d’imposta sarà differenziato in funzione della massa complessiva dei veicoli: per quelli di massa superiora a 11,5 ton. l’importo sarà il doppio di quello spettante ai veicoli di massa compresa tra 7,5 ed 11,5 ton.;
  • gli ulteriori 16 milioni vengono ripartiti tra le agevolazioni per le aggregazioni delle imprese (9) e la formazione del personale (7); le modalità di erogazione saranno precisate con regolamenti governativi, da adottare entro 90 giorni dalla conversione in legge del decreto.

Le risorse saranno rese spendibili, presumibilmente, con provvedimenti attuativi da emanare nei prossimi mesi di settembre ed ottobre. Nel frattempo il Ministero dell’Economia ha reso spendibile l’ulteriore credito di 7 millesimi di euro per ogni litro di gasolio consumato nel 2007, mentre sta provvedendo ad includere nel provvedimento “trimestrale di cassa” (di fine luglio) la disposizione che sblocca il pagamento dei pedaggi per il 2006. Rimangono confermate le somme previste dalla finanziaria 2007 per il ricambio del parco veicolare, con l’acquisizione di veicoli euro 5. La misura viene estesa anche al 2009, previa autorizzazione della Commissione europea.

pdfParte_normativa_.pdf

pdfParte_economica_.pdf

pdfDL_112-2008-art.83_.pdf

pdfTRASPORTI-ITALIA-OGGI.pdf

 

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