AMPI CONSENSI AL CONVEGNO "MADE IN ITALY" DI CONFARTIGIANATO UAPI

La crescente globalizzazione dei mercati fa si che nessuna azienda possa permettersi di rimanere chiusa nel proprio e unico mercato: se non siamo noi a competere sui nuovi mercati, saranno le imprese estere a farci concorrenza. La competizione sul mercato internazionale, accuratamente progettata e gestita nelle migliori condizioni, consente alle aziende di costruirsi i mezzi finanziari e le competenze manageriali per competere. Internazionalizzarsi oggi vuol dire essere consapevoli della necessità di cambiamento che investe tutti i soggetti produttivi del territorio e riconoscere nell’apertura di nuove frontiere economicheun’opportunità di sviluppo oltre i propri e limitati confini. Sabato 16 dicembre si è svolto presso la sala Francescani del comune di Montegranaro, il primo convegno sull’internazionalizzazione e il made in Italy per le imprese artigiane e piccole e medie imprese.

Organizzatrici la Confartigianato imprese UAPI, associazione che conta oltre 1.700 imprese artigiane e PMI delle province di Ascoli Piceno e Fermo, e la Confartigianato di Macerata. All’incontro hanno partecipato i sindaci del distretto calzaturiero, tra cui il sindaco di Montecosaro, Stefano Cardinali, di Montegranaro, Giovanni basso che ha fatto gli onori di casa, portando all’attenzione dei presenti i temi di maggiore interesse per la categoria del TAC (Tessile-Abbialgiamento-Calzaturiero). Interessanti gli interventi dei relatori che hanno permesso di avere un’ampia panoramica sui temi legati al riconoscimento per legge di un marchio “Full Made in Italy” per quei prodotti artigianali interamente ideati e realizzati in Italia.

In apertura dei lavori, dopo il saluto del sindaco Basso, c’è stato l’intervento del presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Enio Gibellieri, poi è stata la volta di Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Macerata. Entrambi hanno ribadito l’esigenza di unire le forze delle realtà produttive esistenti per far fronte alle numerose esigenze del settore.

All’incontro, che ha avuto inizio alle ore 9.30, hanno partecipato illustri relatori che hanno trattato i temi di maggiore interesse per tutti gli artigiani della filiera T.A.C., cioé del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero: il presidente regionale della categoria TAC per la Confartigianato Imprese Marche, Giuseppe Mazzarella, il presidente dell’Eurosportello della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Graziano Di Battista, nonché vice presidente vicario di Confartigiaanto UAPI, il vice presidente nazionale della categoria pelletterie per Confartigianato, Mario Cicconi e il direttore generale della “Cesare Paciotti”, Roberto Elisei. Il segretario regionale Giorgio Cippitelli per Confartigianato Marche ha rivolto ai presenti un caloroso saluto. Il tema della produzione di manufatti artigianali interamente realizzati in Italia, riveste un’importanza basilare per l’economia del nostro Paese. Gia dalla passata legislatura, è in discussione in Parlamento, una legge che prevede l’istituzione del marchio “Full Made in Italy” con la promozione di quanto realizzato in Italia in tutte le fasi del processo produttivo. Inutile dire che i vantaggi per i consumatori sono evidenti: acquistare made in Italy vuol dire garanzia di qualità, scegliendo un prodotto italiano si ha la certezza che il prezzo applicato è commisurato al suo effettivo valore, è sempre garantita l’informazione relativa all’origine del prodotto con l’identificazione aziendale, sono presenti requisiti di pubblicità che consentono di risalire al produttore per eventuali contatti. Sono garantite inoltre, durata nel tempo, igiene e sicurezza; le materie prime utilizzate non danneggiano la salute, azzerando il rischio di allergie e contaminazioni; l’acquisto del made in Italy mette a disposizione del consumatore, insieme alle più qualificate garanzie previste dalla normativa e dai produttori, una completa ed efficiente rete di assistenza. Prodotti di così lunga durata aiutano le famiglie a contenere le spese e a ridurre la produzione di rifiuti; il prodotto è realizzato inoltre nel pieno rispetto della normativa del lavoro, senza sfruttamento del lavoro delle donne e dei minori e la deprecabile prassi del lavoro sottopagato effettuato per di più in condizioni di scarsa sicurezza. Gli standard garantiti dai prodotti made in Italy contribuiscono al rispetto dell’ambiente, dei corsi d’acqua, dell’atmosfera: il prodotto tipico che nasce vicino al luogo di consumo riduce al minimo i trasporti, il traffico e l’inquinamento ambientale conseguente. L’acquisto del made in Italy sostiene visibilmente l’economia del Paese e i redditi delle famiglie, favorendo l’occupazione e il reddito disponibile.

Il convegno ha visto la n numerosa partecipazione degli addetti del settore, numerosi professionisti, imprese e consumatori hanno potuto toccare con mano le difficoltà che si incontrano quotidianamente nella produzione artigianale dei beni.

Articoli correlati

Condividi questa notizia: