LA PROTESTA DEI COMMERCIANTI PER I DISTACCHI DI ENERGIA ELETTRICA

Non ha tardato a levarsi la protesta dei commercianti di via Napoli, via Erasmo Mari e vie adiacenti, per il distacco dell’energia elettrica operato dal fornitore nella mattinata di giovedì 16 novembre. I commercianti, furiosi, hanno chiesto alla Confartigianato Imprese UAPI di fungere loro da portavoce evidenziando la loro netta contrarietà a questo modo di agire, incurante delle attività che insistono proprio nelle zone interesssate dai lavori.

Gli operatori interpellati hanno lamentato il tardivo preavviso giunto con sole 36 ore di anticipo: sarebbe stato meglio avviare quel distacco di energia elettrica nelle ore di chiusura degli esercizi commerciali. Come molti ricordano, infatti, in passato si cercavano di coniugare le esigenze dell’utenza (soprattutto lavorativa) con le necessità dei lavori straordinari da compiere, lavorando di notte. Sarebbe bastato, avvertono i commercianti, avere più attenzione, magari anticipando l’orario di inizio dei lavori, dalle 6.00 del mattino anziché dalle ore 8.00. In questo modo il danno sarebbe stato limitato.

Ed è proprio di danni in termini economici che si parla. Un grande esercizio che insiste nella zona interessata ha calcolato che il distacco di energia elettrica con il conseguente annullamento degli impegni precedentemente assunti e la chiusura involontaria nell’intera mattinata produrrà un danno economico ingente come mancato introito. Le lamentele giungono anche dagli esercizi minori che si sono visti completamente esclusi da qualsiasi pianificazione dei lavori; essi chiedono: non abbiamo la possibilità economica di dotarci di un gruppo elettrogeno, ausilio in carico ai grandi centri commerciali che, in una situazione analoga, sarebbero senz’altro stati tenuti in considerazione.

Portando la vicenda all’attenzione dei media, la Confartigianato Imprese UAPI si augura che nel prossimo futuro vi sia maggiore attenzione ai disagi che i doverosi lavori di adeguamento della rete elettrica, ma non solo – il discorso vale un po’ per tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti tecnologici della collettività – possono arrecare alle attività commerciali ed artigianali site nei luoghi oggetto dell’intervento.

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