FINANZIARIA: SANZIONI PER MANCATA EMISSIONE SCONTRINO COSTANO ALLE IMPRESE 4,9 MILIARDI

Proseguono le considerazioni della Confartigianato Uapi sulla manovra economica per il 2007, la cosiddetta legge finanziaria. Nei giorni scorsi la UAPI per voce dei presidenti Moreno Bruni e Graziano Di Battista aveva sostenuto che la Legge Finanziaria “si abbatte sui piccoli imprenditori con un impatto estremamente elevato con la revisione degli studi di settore e gli interventi sulle pensioni gli artigiani che dovranno pagare il 40% del totale dei sacrifici imposti alle imprese. Per fare cassa il Governo ha rinunciato a tagliare gli sprechi e le spese improduttive ed ha finito per colpire i piccoli imprenditori sia sul fronte fiscale che su quello previdenziale. Non crediamo sia questa la strada migliore per favorire la ripresa, visto che le piccole imprese costituiscono il 95% del tessuto imprenditoriale del Paese.” Nel mirino sono finite anche le drastiche misure adottate per coloro che non emettono scontrini fiscali.

Chiudere bottega per non aver emesso scontrino o ricevuta anche soltanto una volta può costare molto caro alle imprese italiane: fino a 4,9 miliardi di mancato fatturato e la perdita di quasi 36.000 posti di lavoro. L’impatto della norma già in vigore, contenuta nel Decreto legge fiscale che accompagna la legge Finanziaria, è stato calcolato da Confartigianato UAPI.

Le sanzioni prevedono la chiusura dell’attività da un minimo di 15 giorni ad un massimo di 60 per quegli operatori che non emettono la ricevuta o lo scontrino fiscale anche soltanto una volta. Precedentemente la sanzione, scattava dopo ‘tre distinte violazioni’, che dovevano essere ‘definitivamente accertate’. Secondo L’Associazione che tutela gli artigiani e pe PMI delle province di Ascoli Picenoe Fermo, la chiusura delle attività imprenditoriali per irregolarità su ricevute e scontrini fiscali potrebbe costare alle imprese, in un anno, da un minimo di 1,2 miliardi ad un massimo di 4,9 miliardi di euro in termini di mancato fatturato. L’impatto sui posti di lavoro perduti va da un minimo di 8.940 ad un massimo di 35.761. La potenziale perdita di occupazione è pari al 12% dei nuovi posti di lavoro creati dalle imprese del settore terziario nel 2005.

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