116 MILIONI LA SPESA IN COLOMBE E UOVA ARTIGIANALI

Quest’anno gli italiani spenderanno 116 milioni di euro in uova e colombe artigianali.

La previsione è di Confartigianato Imprese UAPI di Ascoli Piceno e Fermo secondo la quale i 18.000 pasticceri artigiani venderanno circa 45.000 quintali di uova di cioccolato (per un valore di 56 milioni di euro) e  60.000 quintali di colombe (per un valore di quasi 60 milioni di euro). Mentre il consumo di colombe rimane invariato rispetto allo scorso anno, ancora una volta è il cioccolato a far registrare un aumento delle vendite: + 4% rispetto a Pasqua 2005.

Per quanto riguarda i prezzi, Confartigianato Imprese UAPI sottolinea che sono stabili rispetto al 2005: per le colombe artigianali si va da 18 a 25 euro al kg, per le uova da 30 a 45 euro al kg.

Pasqua 2006 segna una novità normativa per le colombe. A questo prodotto verrà infatti applicato per la prima volta il decreto legge 22 luglio 2005 dei Ministeri delle Attività produttive e delle Politiche Agricole (entrato in vigore il 29 gennaio 2006) che stabilisce caratteristiche e composizione di 6 prodotti dolciari, tra i quali, appunto, vi è anche la colomba. Non basta più che un prodotto dolciario abbia la classica forma che ricorda il volatile simbolo della pace per potersi chiamare “colomba”: devono essere rispettate precise norme di produzione.

La nuova legge prevede che la denominazione «colomba» sia riservata ai prodotti dolciari da forno a pasta morbida, ottenuta per fermentazione naturale da pasta acida, e obbliga ad usare ingredienti quali farina di frumento, lievito naturale, zucchero e sale e, soprattutto, definisce tre percentuali minime importanti: uova fresche o tuorlo d’uovo in quantità non inferiore al 4%, almeno il 16% di burro, almeno il 15% di agrumi canditi.

Soddisfatto il Presidente dei Pasticceri di Confartigianato Imprese UAPI Giacomo Deon: “Finalmente si mette un po’ d’ordine per tutelare i consumatori e i produttori seri. Tuttavia, la nuova normativa non garantisce l’artigianalità del prodotto che resta un’altra cosa rispetto a quello industriale”.

Infatti, se sotto le percentuali stabilite per legge non si può andare, il prodotto si può migliorare con dosi maggiori di ingredienti pregiati. I pasticceri di Confartigianato, ad esempio, utilizzano esclusivamente aromi naturali, quali bacche di vaniglia e miele, non impiegano emulsionanti, le scorze di arancio non contengono conservanti, il contenuto di burro è tra il 40 e il 50 per cento del totale e le uova al 20 per cento.

Il Veneto, con Verona in testa, è tra i maggiori produttori di colombe e la produzione artigianale assume una particolare rilevanza: da stime di Confartigianato quest’anno i veneti spenderanno 11 milioni di euro in uova e colombe artigianali, sul totale nazionale di circa 116 milioni.

Confartigianato raccomanda anche di leggere bene le etichette delle uova di cioccolato. In attesa che l’Ue autorizzi il marchio “Antico Cioccolato Artigianale”, richiesto da Confartigianato Imprese UAPI per rendere immediatamente riconoscibile il cioccolato puro e tradizionale, è bene accertarsi degli ingredienti usati per produrre le uova. Infatti, dal 2002, è consentito l’uso del 5% di grassi vegetali in sostituzione del burro di cacao. E così nel cioccolato si può trovare un po’ di tutto: grassi vegetali, grassi animali, tracce di noci,arachidi, glutine, aromi artificiali, additivi vari. E, questo nell’etichetta non si dice, spesso la percentuale di zucchero è molto alta per far pesare di più l’uovo. Invece, il cioccolato puro e tradizionale, cioè il prodotto della tradizione artigiana, è realizzato esclusivamente con i seguenti ingredienti: pasta di cacao (composta soltanto da burro di cacao e cacao in polvere), zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali.

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